Il tè è una delle bevande più popolari e utilizzate al mondo, ma non tutti lo conoscono a fondo. Anche perché dietro alla comune infusione di tutti i giorni, dietro le scatole in bella mostra sugli scaffali dei negozi, si nasconde una storia affascinante, patrimonio radicato nel tessuto culturale e sociale di molti paesi.
Molteplici sono le storie che danno voce alle origini del tè, ma a noi piace ricordare la leggenda indiana che racconta di un santone buddista, Bodhidharma, vissuto prima dell’era cristiana, che decise di rimanere sveglio per 7 anni in contemplazione del Buddha; tuttavia all’inizio del quinto anno, colto da un attacco di sonno, per evitare di soccombere si aggrappò ad un cespuglio e alcune foglioline gli rimasero nelle mani: la sonnolenza sparì ed egli riuscì a completare la sua veglia. La stessa leggenda in Giappone esiste con una variante: Bodhidharma per rimanere sveglio si strappa le palpebre, le getta a terra e queste si trasformano in due rigogliosi cespugli, le prime piante di tè.
I cinesi furono i primi ad utilizzare il tè come bevanda e da questo paese trae le sue origini il nome botanico del tè, camellia sinensis. Ancora più certa è la notizia che la coltivazione del tè cominciò, sempre in Cina, non prima del IV° o V° secolo d.C. Esistono, tuttavia, altre due tipi di camelie, la assamica e la giaponica: la prima prende il nome dall’Assam, regione indiana al nord est dell’India al confine con la Cina, dove furono scoperte le piante selvatiche che crescevano spontaneamente nella foresta; la seconda, la giaponica, è di derivazione cinese, in quanto fu portata in Giappone da un monaco buddista prima dell’anno 1000 e che fu subito gradita alla popolazione che cominciò a coltivarla.
Fatta questa premessa, riteniamo di dare delle informazioni sui principali tipi di tè esistenti. I più rinomati provengono da questi cinque paesi: Cina, India, Ceylon, Giappone e Formosa.
Abbiamo, inoltre, nel nostro negozio, tè di molte altre provenienze e svariati tè verdi e neri aromatizzati.